Keyword Method (tecnica della parola-chiave)
Quando una parola non entra nella memoria, il Keyword Method ti dà una scorciatoia visiva che rende tutto più semplice! Ne parliamo in questo Step!
Argomenti di questo Step
Il ruolo della memoria nell’apprendimento linguistico
Imparare una lingua è, prima di tutto, una questione di memoria. Ogni volta che impariamo una parola nuova, una struttura grammaticale o un’espressione idiomatica, stiamo chiedendo al nostro cervello di codificare (registrare), conservare e recuperare delle informazioni.
Per noi studenti italiani che impariamo la lingua inglese e la lingua tedesca, la memoria assume un ruolo ancora più cruciale, in quanto queste lingue hanno:
– fonologia diversa dall’italiano (suoni nuovi e inesistenti in italiano);
– ortografia opaca (parole che si scrivono in un modo e si leggono in un altro, come l’inglese);
– parole poco familiari (che ci sembrano “lontane” dall’italiano).
Di fronte a queste difficoltà, noi studenti italiani adottiamo spontaneamente la strategia più intuitiva, ma a volte, anche la meno efficace: la ripetizione meccanica.
La ripetizione meccanica consiste nel leggere e rileggere una parola, riscriverla molte volte o ripeterla mentalmente o ad alta voce tentando di “imprimerla” nella memoria. Tuttavia è una strategia superficiale, perché non crea collegamenti significativi con conoscenze pregresse. Il risultato? Ricordiamo le parole solo per poco tempo e rischiamo di dimenticarle se non le ripassiamo continuamente.
“Memorizzare”, infatti, non significa “ripetere fino allo sfinimento”, poiché la memoria non funziona in questo modo.
La memoria, infatti, non è un magazzino unico, ma un sistema articolato composto da:
– memoria sensoriale: immagazzina le informazioni provenienti dai sensi (vista, udito, tatto, ecc.) per un brevissimo intervallo di tempo (un paio di secondi); se queste informazioni non passano alla memoria a breve termine, vanno perse. La memoria sensoriale ci permette di percepire la realtà.
– memoria a breve termine (MBT): chiamata anche “memoria di lavoro“, collega la memoria sensoriale alla memoria a lungo termine. Ha capacità limitata (ossia trattiene poche informazioni), per pochi secondi (in media 30) e richiede attenzione attiva per funzionare.
– memoria a lungo termine (MLT): è il deposito permanente delle conoscenze e delle informazioni e ha capacità pressoché illimitata. È qui che vengono conservate tutte le esperienze e le conoscenze acquisite. (Atkinson e Shiffrin)
Dobbiamo considerare anche che un apprendimento efficace richiede:
– attenzione: senza attenzione, infatti, l’informazione non entra nemmeno nella memoria a breve termine, in quanto lo stress, la noia, l’ansia e il sovraccarico cognitivo riducono drasticamente la capacità di memorizzare;
– motivazione: uno studente motivato crea più collegamenti, più immagini e più associazioni;
– elaborazione profonda: ricordiamo ciò che elaboriamo profondamente, ossia ciò che colleghiamo a conoscenze pregresse, che trasformiamo in immagini e che inseriamo in contesti;
– organizzazione semantica: più un’informazione è collegata ad altre, più è facile recuperarla dalla memoria.
Infine va sottolineato che la memorizzazione del lessico è favorita da:
– immagini: sono più facili da recuperare dalla memoria e più resistenti all’oblio;
– emozioni: l’amigdala (la centralina delle emozioni nel cervello) potenzia la memorizzazione quando l’informazione è emotivamente rilevante; più un’immagine è assurda o buffa e cattura l’attenzione, più crea un ricordo forte;
– multisensorialità: più canali sensoriali coinvolgiamo, più la memoria si rafforza;
– spaced repetition: il nostro cervello segue la curva dell’oblio, ossia dimentica rapidamente il 50% delle informazioni nuove per evitare un sovraccarico. Questo concetto è stato sviluppato dallo psicologo Ebbinghaus verso la fine del 1800. Ma se ripassiamo ciò che abbiamo studiato a distanza di tempo (dopo 1 ora → dopo 24 ore → dopo 3 giorni → dopo 1 settimana), le informazioni si consolidano nella memoria a lungo termine. Ne abbiamo parlato anche in questa Strategia di Studio: 7 consigli per studiare in autonomia una lingua straniera
– tecniche di associazione: la memoria funziona per associazioni e le tecniche di memoria più efficaci sfruttano il legame tra informazioni nuove e concetti già noti, trasformando dati astratti in elementi mentali facili da recuperare.
Il Keyword Method
Il Keyword Method (KM), o “metodo della parola-chiave” in italiano, venne sviluppato negli anni ’70 dagli psicologi Atkinson e Raugh. Il loro obiettivo era verificare se fosse possibile migliorare la memorizzazione di vocaboli stranieri attraverso una tecnica strutturata.
Il risultato del loro esperimento fu sorprendente: il Keyword Method si rivelò nettamente superiore rispetto ai metodi tradizionali basati sulla ripetizione meccanica. Nell’esperimento bisognava memorizzare 120 parole russe e il gruppo che utilizzò il KM ottenne il 72% di risposte corrette, contro il 46% del gruppo tradizionale, un vantaggio mantenuto anche nel test ripetuto 6 settimane più tardi. Ma non solo, chi utilizzò il KM ebbe un apprendimento più rapido: gli studenti che utilizzarono il KM impararono in due sessioni ciò che il gruppo tradizionale imparò in tre.
Perché il Keyword Method è così efficace?
Il Keyword Method funziona perché trasforma la memorizzazione da un processo superficiale a un processo profondo, multisensoriale ed emozionale.
Ripetizione meccanica → elaborazione superficiale → memoria fragile
La ripetizione meccanica si limita a mantenere l’informazione nella memoria a breve termine, perché non crea collegamenti, non crea immagini, non coinvolge emozioni. Risultato: si dimentica rapidamente.
Keyword Method → elaborazione profonda → memoria stabile
Il passaggio dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine non avviene in automatico, ma richiede attenzione ed elaborazione profonda.
Il Keyword Method facilita questo passaggio perché, come vedremo qualche paragrafo più sotto, trasforma un’informazione nuova (la parola straniera) in un’informazione familiare (suono italiano), crea un’immagine vivida e attiva più canali sensoriali, aumentando la probabilità di consolidamento.
In sostanza, il Keyword Method aiuta la parola straniera a superare il filtro della memoria a breve termine e a diventare un ricordo stabile nella memoria a lungo termine.
Il Keyword Method è efficace perché:
♦ è multicanale e multisensoriale:
– verbale: il suono delle parole,
– visivo: le immagini,
e abbiamo visto nel paragrafo precedente che più canali sensoriali utilizziamo, più la memoria sarà efficace.
♦ entrano in gioco le emozioni:
abbiamo visto che le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella memoria, in quanto l’amigdala potenzia la codifica quando l’informazione è emotivamente rilevante.
Nel Keyword Method le parole straniere vengono associate a delle immagini, e più le immagini saranno assurde, buffe o sorprendenti e cattureranno l’attenzione, più saranno memorabili e difficili da confondere con altre parole.
Non sottovalutiamo anche il fatto che lo studente diventa protagonista attivo del processo di creazione, diventando questa una tecnica creativa e coinvolgente e, per questo, a sua volta memorabile.
♦ si crea un “ponte acustico-visivo” di grande valore:
questi due passaggi creano un ponte cognitivo che trasforma una parola straniera sconosciuta in un’informazione familiare, concreta e facilmente recuperabile.
1 – parola straniera → suono italiano: consiste nel trovare una parola italiana che somigli nel suono alla parola straniera e questo passaggio è potentissimo, perché invece di memorizzare un suono nuovo, ci appoggiamo a un suono familiare e questo ci permette di recuperare la parola straniera anche dopo settimane. Funziona, perché il cervello riconosce più facilmente suoni familiari, che suoni nuovi e questo passaggio trasforma un input estraneo in un input riconoscibile.
2 – suono italiano → significato tramite immagine: consiste nel creare un’immagine vivida che unisca il suono italiano al significato (sotto forma di immagine) della parola straniera. Funziona, perché l’immagine trasforma l’astratto in concreto, crea una scena unica e memorabile e coinvolge le emozioni (soprattutto più l’immagine è assurda).
Perché il Keyword Method è utile per studenti con DSA?
Il Keyword Method è una tecnica di memorizzazione del lessico che risulta molto efficace sia per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), in particolare con dislessia, sia per studenti senza DSA. Questa doppia efficacia deriva dal fatto che il KM sfrutta in modo ottimale i meccanismi della memoria che abbiamo descritto nei primi paragrafi, ma allo stesso tempo compensa alcune delle difficoltà tipiche dei profili DSA.
Quali difficoltà tipiche dei DSA compensa il Keyword Method?
Gli studenti con dislessia non hanno problemi di intelligenza o di comprensione concettuale: le loro difficoltà riguardano processi specifici legati alla gestione dei suoni, delle parole e della memoria verbale. Il Keyword Method interviene esattamente su questi processi.
Gli studenti con dislessia presentano, infatti, difficoltà specifiche nella decodifica fonologica, nella memoria fonologica, nella memoria verbale a breve termine e nell’automatizzazione del lessico.
La decodifica fonologica è la capacità di trasformare i segni grafici (ossia le lettere) in suoni e di fonderli per formare una parola. È fondamentale per leggere parole, memorizzare sequenze di suoni e apprendere vocaboli stranieri. Uno studente con dislessia fatica a distinguere suoni simili, a trattenere in memoria la pronuncia di parole straniere e ad associare il suono di una parola straniera al suo significato.
Con il Keyword Method lo studente non memorizza direttamente il suono straniero, ma si “appoggia” a una parola italiana già nota, trasformando un suono nuovo in un suono familiare.
La memoria fonologica è la capacità di trattenere nella mente i suoni delle parole per il tempo strettamente necessario a elaborarli, capirli o scriverli. Uno studente con dislessia, per leggere la parola “tavolo”, deve decodificare t-a-v-o-l-o, ma se quando arriva alla “l” ha già dimenticato che la parola iniziava con “ta”, non riuscirà a fondere i suoni e a riconoscere la parola intera.
La memoria verbale a breve termine è la capacità di ricordare per pochi secondi parole, numeri, sillabe o frasi appena ascoltate.
Uno studente con dislessia spesso, quindi, dimentica rapidamente i suoni appena ascoltati, fatica a ripetere parole nuove, confonde parole simili, non riesce a trattenere e ricordare la pronuncia di vocaboli stranieri.
Il Keyword Method sostituisce la sequenza fonologica straniera con una parola italiana già consolidata e crea un’immagine visiva che non dipende dalla memoria verbale.
L’automatizzazione del lessico è la capacità di recuperare dalla memoria rapidamente una parola senza sforzo e ciò permette di parlare fluentemente e di riconoscere parole al volo durante la lettura.
Nella dislessia, invece, la lettura è lenta ed è difficile ricordare vocaboli già studiati.
Il Keyword Method stabilizza il ricordo della parola attraverso immagini vivide e permette di recuperare la parola più rapidamente.
Nella sostanza, i vantaggi del Keyword Method sono molteplici:
– non richiede di memorizzare direttamente il suono straniero,
– permette di appoggiarsi a una parola italiana già nota,
– trasforma un suono nuovo in un suono familiare,
– sfrutta la memoria visiva (la parola straniera diventa un’immagine, non una sequenza di lettere),
– favorisce il consolidamento a lungo termine,
– permette di ricordare parole difficili in pochi secondi,
– riduce ansia, frustrazione e senso di fallimento.
Come funziona il Keyword Method?
Altri esempi di Keyword Method in inglese e in tedesco
Bridge → Ponte
Hund → cane
Zug → treno
Limiti del Keyword Method
Il Keyword Method è potente, ma non è universale. Funziona molto bene con parole concrete e visive, che possiamo trasformare in immagini, ma presenta alcuni limiti che è importante conoscere per usarlo in modo strategico.
Non è ideale per parole astratte o funzioni grammaticali.
Parole come justice, freedom, however, Gesundheit, doch non hanno un’immagine concreta facilmente associabile. In questi casi, il Keyword Method rischia di produrre immagini forzate e poco memorabili.
È una tecnica lenta inizialmente.
All’inizio il Keyword Method richiede tempo: devi trovare la parola-chiave, immaginare la scena, visualizzarla e ripeterla.
Richiede pratica e creatività.
Il Keyword Method aiuta a ricordare una parola e il suo significato, non a usarla correttamente o a riconoscerla in un ascolto.
Per questo sono sempre importanti gli allenamenti di ascolto e lettura.
Percorso Inglese – Vocabolario e Comprensione
Percorso Tedesco – Vocabolario e Comprensione
Non è sostenibile per grandi quantità di vocaboli, ma funziona benissimo per imparare 5–10 parole alla volta, per vocaboli difficili o che non entrano in memoria.


